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Creme solari:perchè sono indispensabili

Pubblicato il 17/05/2018

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L’estate si avvicina e abbiamo quindi deciso di parlare di un’immancabile alleato estivo: la crema solare. Cercheremo di fare chiarezza sul loro funzionamento e di rispondere alle domande più comuni che voi clienti ci ponete in Farmacia.


LA PELLE: struttura e funzioni

La pelle o cute, pur variando a seconda dell'età, del sesso e della taglia di ognuno, è l'organo più esteso del corpo umano. La funzione della pelle è quella di rivestire, proteggendoli, gli altri organi del corpo; possiede inoltre la funzione di termoregolazione e di ricezione degli stimoli provenienti dall'esterno (dolore, pressione, ecc.). La cute è costituita da un insieme di tre tessuti, disposti uno sull'altro, con differenti caratteristiche e funzioni:

  • EPIDERMIDE, che funge da barriera: impedisce da un lato la penetrazione dall'esterno di acqua, sostanze estranee e microrganismi e dall'altro la perdita di acqua e elettroliti dall'organismo. E' un tessuto spesso circa 0,2 mm, formato da più strati, il cui componente principale è la cheratina. Lo strato corneo, quello più esterno, è formato da cellule cheratinizzate morte che vengono continuamente rinnovate ed eliminate secondo un ciclo di 3-4 settimane.
  • DERMA, un tessuto di tipo connettivo, dello spessore di 3-4 mm, sottostante l'epidermide, caratterizzato principalmente da fibre di elastina, che assicurano la giusta elasticità alla cute, da fibre di collagene, con funzione di sostegno e resistenza e dalla sostanza fondamentale che ha funzione cementante. In quanto ricco di vasi sanguigni e linfatici il derma ha anche funzione di nutrizione. Nel derma passano diversi annessi cutanei, come le ghiandole sudoripare, i follicoli piliferi e le ghiandole sebacee.
  • IPODERMA, il terzo e più profondo strato cutaneo, direttamente a contatto con il derma da un lato e con i tessuti adiposi e muscolari sottocutanei dall'altro. L'ipoderma è costituito, come il derma, da tessuto connettivo, ed è particolarmente ricco di adipociti, le cellule preposte alla biosintesi dei grassi. Grazie alla presenza di questa tipologia cellulare, questo tessuto funge da riserva energetica e, nel contempo, da isolante termico e da cuscinetto. Nell'ipoderma hanno origine i follicoli e le ghiandole sudoripare: è qui infatti che ricevono nutrimento e cedono i loro prodotti di scarto.

Completano la struttura della pelle i cosiddetti "annessi cutanei", che comprendono le ghiandole, l'apparato circolatorio e le terminazioni nervose.



COSA SUCCEDE QUANDO CI ABBRONZIAMO?

L'abbronzatura è a tutti gli effetti il modo con cui il nostro corpo si difende dal sole. Tutto merito della melanina, un pigmento che viene prodotto quando siamo colpiti dal Sole e che ha il compito di proteggerci dai raggi ultravioletti (Uv). Il 5% dei raggi viene riflesso, ma il resto penetra nei tessuti e la luce inizia a riflettersi sulle cellule. Parte dell'energia viene assorbita da queste ultime, quella che rimane passa agli strati sottostanti dell'epidermide. Ed è qui che incontra i melanociti, cellule particolari che producono la melanina. La melanina è molto importante per l'equilibrio della pelle: non soltanto le dà il colore, ma è in grado di assorbire i raggi Uv e quindi di scaricarne l'energia. Più la melanina è scura, più è in grado di svolgere il suo compito: l'abbronzatura è proprio il risultato di questa operazione di difesa. Quando ci si espone al sole, i melanociti producono nuovo pigmento nel giro di 2 o 3 giorni e la pelle si scurisce. L'effetto abbronzatura è subito visibile perché nell'epidermide c'è sempre una piccola scorta di melanina pronta ad intervenire subito.



COSA SONO I RAGGI ULTRAVIOLETTI?

I raggi ultravioletti sono una della componenti della luce solare e si tratta di radiazioni elettromagnetiche in grado di oltrepassare l’atmosfera terrestre. A seconda della loro lunghezza d'onda possiamo dividerli in:

  • Raggi UV-A, rappresentano circa il 98% dei raggi UV che colpiscono la Terra. Gli UV-A, hanno effetti ottimi sull'abbronzatura (anche se inferiori agli UV-B) e moderati sul danneggiamento cutaneo. Vista la loro elevata lunghezza d'onda sono tuttavia in grado di penetrare in profondità nel derma distruggendo capillari, collagene ed elastina, provocando eritemi e danneggiando la pelle, anche a lungo termine.
  • Raggi UV-B, costituiscono il 2% della radiazione ultravioletta che oltrepassa l'atmosfera. I raggi UV-B, hanno una capacità di penetrazione inferiore rispetto agli UV-A e non riescono a superare le strutture più superficiali della pelle. Gli effetti deleteri sono comunque importanti poiché i raggi UV-B sono in grado di alterare il materiale genetico contenuto nel DNA aumentando il rischio di comparsa di tumori cutanei. La radiazione UV-B è molto più efficace della radiazione UV-A nel provocare l'eritema.
  • Raggi UV-C, sono i raggi ultravioletti più pericolosi. I raggi UV-C sono particolarmente dannosi per la salute poiché possiedono un alto potere cancerogeno. Fortunatamente, vengono trattenuti dalla fascia di ozono e per questo non hanno effetti particolari sulla pelle. Il rischio di esposizione a questi raggi aumenta in alta quota.



Benefici dei raggi UV

Se da un lato è vero che i raggi UV possono causare diversi danni alla pelle e all'organismo più in generale, dall'altra parte è anche vero che le radiazioni ultraviolette sono necessarie per lo svolgimento di alcuni processi fisiologici e possono apportare diversi benefici tra cui il miglioramento del trofismo e l'accrescimento osseo stimolando la sintesi della vitamina D.



Danni da raggi UV

Come abbiamo appena detto l’esposizione al sole può essere utile per supportare diversi processi fisiologici, tuttavia l’eccessiva e prolungata esposizione ai raggi ultravioletti è tra i fattori di rischio più importanti nell’insorgenza del melanoma e di tumori della pelle. Meno gravi sono, invece, le discromie cutanee (macchie solari), le rughe o l'eritema solare. L'eritema altro non è che la classica scottatura che si manifesta con sintomi comuni: rottura di piccoli vasi, bolle, edemi, spellature, fuoriuscita di liquido e invecchiamento cutaneo in genere (cedimenti strutturali, rughe ecc.).

I raggi UVA penetrano in profondità nel derma e possono causare danni anche permanenti, gli UVB penetrano meno in profondità e causano più facilmente l'eritema solare

Le radiazioni ultraviolette causano danni poichè modificano il patrimonio genetico della cellula perché alterano le basi azotate che costituiscono il DNA, formando legami anomali. Queste alterazioni, se non vengono riparate, possono impedire la normale replicazione del DNA e portare alla comparsa di mutazioni che, a loro volta, possono causare tumori. La cellula è normalmente dotata di meccanismi di riparazione, uno dei quali prevede l’eliminazione di legami anomali tra le basi di DNA e la sostituzione del tratto di DNA danneggiato con uno di nuova sintesi. In alcuni casi, però, i meccanismi di riparazione del DNA sono alterati , questi soggetti sono molto più sensibili ai danni provocati dalla luce solare e hanno un elevato rischio di sviluppare tumori della cute. Si ipotizza che, anche nel caso del melanoma non ereditario debbano esistere, nell’individuo, una o più alterazioni genetiche che compromettono questo meccanismo e favoriscono la comparsa del tumore.



SOLE E TUMORI

Esistono tre principali tipi di tumore della pelle: i carconomi basocellulari, quelli spinocellulari e i melanomi. I carcinomi sono meno pericolosi poichè si sviluppano molto lentamente, e di rado danno luogo a metastasi, molto raramente sono mortali. Il melanoma, invece, è la forma più grave e aggressiva dei tumori della pelle, ed è particolarmente pericoloso perché rispetto ad altri tumori cutanei può dar luogo con maggiore frequenza a metastasi.

Il carcinoma spinocellulare nasce dalle cellule più superficiali dell’epidermide ed è la forma di tumore cutaneo più chiaramente associato all’esposizione cronica e cumulativa al sole. È il più frequente tra coloro che lavorano all’aperto, colpisce prevalentemente le parti del corpo più esposte, quali viso, orecchie, collo, cuoio capelluto, spalle e dorso. Difficilmente dà luogo a metastasi e si cura con facilità.

Il basalioma, invece, nasce dalla morte delle cellule più profonde dell'epidermde ed è associato a un'esposizone intensa e intermittente, come quella che si riceve durante le vacanze. Si presenta come un piccolo nodulo duro al tatto che progressivamente cresce di dimensioni. In alcuni casi possono essere pigmentati e quindi scambiati per melanomi. Colpiscono dopo i 60 anni e raramente danno metastasi. Si tratta di forme neoplastiche aggressive.

Più complesso è lo sviluppo dei melanomi. I fattori di rischio sono noti soltanto in parte. Alcuni di questi sono strettamente legati alla persona: - una predisposizione familiare (in circa il 10% dei casi si presenta in due o più individui di una stessa famiglia); - la presenza di lentiggini o di nei, soprattutto se sono grossi, dai bordi irregolari, di forma e colore variabile o in gran quantità (più di 50); - occhi, capelli e pelle chiara: queste persone generalmente durante esposizioni solari intense si scottano con facilità, ma non si abbronzano. Nel caso del melanoma il legame tra l'esposizione ai raggi solari e l'insorgenza del tumore è meno forte rispetto agli altri tumori della pelle. Si è comunque osservato che molti malati di melanoma avevano avuto ustioni solari in età giovanile, oppure avevano mostrato un aumento del numero dei nevi a seguito dell'esposizione ai raggi ultravioletti.



FOTOTIPO E ABBRONZATURA

Abbiamo appena detto che i soggetti con occhi, pelle e capelli chiari tendono a scottarsi più facilemente rispetto ad altri, infatti il fototipo di un individuo gioca un ruolo fondamentale nel processo di abbronzatura. In base al fototipo è possibile determinare a quali reazioni la pelle può andare incontro in caso di esposizione solare, infatti non tutte le pelli sono uguali e reagiscono in modo diverso alle radiazioni solari. Esistono però alcune classificazioni di base: le varie tipologie sono dette "fototipi" e tengono conto del colore della pelle, dei capelli e degli occhi, e della potenziale reazione al sole. Quella sviluppata dal dermatologo americano Thomas Fitzpatrick è la più precisa:


1. Fototipo 1

il fototipo 1 è il più sensibile ai danni da raggi solari

Presenta una carnagione molto chiara, spesso con lentiggini, capelli biondi o rossi, occhi chiari. La mancanza quasi totale di melanina provoca generalmente un eritema evidente a ogni esposizione al sole non protetta. L'abbornzatura è molto tenue, quasi inesistente. La reazione ai raggi solari è molto elevata, con alto rischio di danni permanenti e di scottature anche gravi. Meglio esporsi il meno possibile al sole nelle ore più calde (11-17), proteggendosi con il massimo fattore di protezione solare possibile.


2. Fototipo 2

il fototipo 2 possiede un quantitativo ridotto di melanina

Presenta una carnagione chiara, capelli biondo scuro o castano chiaro. La quantità di melanina è ridotta: la capacità di difesa è piuttosto scarsa, per cui la pelle tende a scottarsi facilmente. L’abbronzatura risultante all’esposizione è lieve (dorata). Il fattore di protezione solare (fps) consigliato è il massimo: prestare particolare attenzione alla protezione del naso, padiglioni auricolari, labbra, nuca e occhi. Evitare le ustioni dal sole e trattenersi all'ombra (sopratutto durante il giorno tra le 11 e le 16).


3. Fototipo 3

il fototipo 3 ha una carnagione abbastanza scura e si scotta difficilmente

Si presenta con carnagione abbastanza scura, capelli castani. La pelle si scotta solo dopo un’esposizione prolungata. Si può ottenere un’abbronzatura intensa e omogenea. Fps consigliato: medio-alto. Prestare particolare attenzione alla protezione del naso, padiglioni auricolari, labbra, nuca e occhi. L'esposizione nelle ore più calde (11-16) è comunque pericolosa.


4. Fototipo 4

il fotipo 4 si scotta molto raramente

Il fototipo 4 presenta carnagione olivastra, occhi e capelli scuri. La pelle si scotta molto di rado. In breve tempo viene prodotta un’abbronzatura molto intensa. È il fototipo più tipico in Italia. Fps consigliato: medio. Proteggersi di più nelle ore più calde (11-16) quando l'esposizione è comunque pericolosa e a rischio scottature.


5. Fototipo 5

il fototipo 5 presenta capelli e carnagione scuri

Questo fototipo comprende le persone con carnagione, capelli (spesso crespi) e occhi scuri. Minima sensibilità ai raggi solari e possibilità di esporsi al sole senza problemi di scottature. È il fototipo più comune in Medio Oriente. Fps consigliato: medio. L'esposizione nelle ore più calde (11-16) è comunque pericolosa. Evitare le ustioni con cappellini e occhiali.


6. Fototipo 6

il fototipo 6 ha la pelle nera

Il fototipo 6 è quello delle persone con la pelle nera che non si scottano mai al sole, ma non è detto che non si pigmentino. Inoltre possono comunque sviluppare tumori della pelle, la cui diagnosi può essere molto difficile. Utilizzare filtri di protezione solare da bassa a media. Evitare le ustioni solari: dopo lunghi periodi in cui ci si espone molto poco al sole è possibile ustionarsi anche con un fototipo 6.


COME RAPPORTARSI CON IL SOLE SENZA RISCHI?

C’è poco da dire, il sole è dannoso per la pelle, tuttavia sono pochi coloro che sono disposti a rinunciare ad una bella tintarella estiva! L’importante è quindi seguire determinati accorgimenti per ridurre al minimo il rischio che l’esposizione solare comporta. Qui di seguito vi presenteremo delle regole che bisognerebbe sempre seguire quando ci si espone al sole:

  • Evitare di esporsi nelle ore più calde della giornata (cioè tra le 11 e le 16).
  • Utilizzare una protezione solare adatta al fototipo della pelle. L’applicazione della crema dovrebbe avvenire mezz’ora prima dell’esposizione al sole e andrebbe ripetuta più volte nell’arco della giornata, in particolare dopo essersi immersi in acqua.
  • Non sottovalutare la presenza di nuvole, infatti i raggi UV passano lo stesso, usare comunque una crema solare. Lo stesso discorso vale per chi sta sotto l’ombrellone: nonostante l’esposizione non sia diretta, si riceve più del 50% di tutti i raggi ultravioletti a causa del riverbero!
  • Fare attenzione anche mentre si fa il bagno: il 95% dei raggi penetra in acqua, inoltre l’acqua li riflette .
  • Utilizzare gli occhiali da sole: i raggi ultravioletti raggiungono la retina e possono causare danni
  • Prestare grande attenzione ai bambini soprattutto prima dei tre anni, non andrebbero esposti al sole senza indumenti, lenti scure e cappellino. Le scottature nei bambini si possono trasformare, una volta adulti, in melanomi. Per i bambini più grandi usare sempre una protezione solare adeguata e ripetere spesso l’applicazione della crema.



COSA SONO I FILTRI SOLARI?

I filtri solari sono prodotti cosmetici che contengono sostanze in grado di difendere la nostra pelle dalle radiazioni elettromagnetiche prodotte dal sole. Possiamo trovare filtri fisici e filtri chimici:

I filtri fisici sono sostanze che agiscono fisicamente riflettendo le radiazioni.I filtri fisici sono pigmenti opachi alla radiazione luminosa e riflettono e/o diffondono la luce ultravioletta e la radiazione visibile. I più comuni sono: il biossido di titanio (TiO2), l'ossido di zinco(ZnO), il biossido di silicio (SiO2), il caolino, l'ossido di ferro o magnesio. I filtri fisici sono fotostabili, non reagiscono con i filtri organici e vengono spesso usati in associazione a questi, anche ad elevate concentrazioni, determinando un effetto sinergico che permette di raggiungere valori molto elevati di SPF. In passato, i filtri fisici, avendo una notevole consistenza solida, erano totalmente riflettenti e presentavano il problema di creare un effetto bianco all'atto dell'applicazione del prodotto solare sulla pelle; attualmente sono presenti sul mercato forme micronizzate di biossido di titanio e ossido di zinco le quali, riducendo le dimensioni delle particelle all'ordine di grandezza dei nanometri, consentono di schermare radiazioni a bassa lunghezza d'onda quali gli UV ma non la luce visibile, evitando così qualsiasi effetto bianco.

I filtri chimici invece, ricalcano il meccanismo della melanina, quindi assorbono l’energia elettromagnetica e la restituiscono sotto forma di altra energia. Sono sostanze di sintesi che assorbono selettivamente i raggi UV a corta lunghezza d'onda e li convertono in radiazioni a lunghezza d'onda maggiore e meno energetiche. L'energia assorbita da parte del filtro corrisponde all'energia richiesta per causarne l'eccitazione fotochimica ad uno stato di energia più alto rispetto a quello nel quale si trova; ritornando allo stato energetico iniziale, emette radiazioni di una lunghezza d'onda maggiore, non dannose per la nostra cute.



Altre sostanze funzionali presenti nei prodotti solari 

Nelle varie formulazioni dei prodotti solari non sono presenti soltanto filtri chimici o fisici, ma anche sostanze funzionali che aiutano i filtri a proteggere la cute. Tra queste, ricordiamo le vitamine, i lipidi, gli estratti vegetali e le molecole di sintesi o purificate. Tra le vitamine più impiegate ricordiamo la vitamina A e i carotenoidi, la vitamina E con tocoferoli e tocotrienoli, e la vitamina C. Si ricorda anche il licopene, un carotenoide abbondante nel pomodoro rosso maturo dotato di una forte attività antiossidante. Anche i lipidi svolgono una funzione molto importante per la protezione della pelle contro i raggi solari. Molti sono i lipidi, sia oli che burri, in grado di assorbire radiazioni solari comprese nel range degli UV. Per esempio, il burro di Karitè agisce in sinergia con i filtri UVB, visto che riesce ad assorbire lunghezze d'onda comprese tra i 250 ed i 300 nm. Altri lipidi impiegati nella formulazione di prodotti solari sono l'olio d'avocado, la frazione sterolica ricavata dall'olio di semi di melograno, l'olio di annato ecc... Gli estratti vegetali scelti dal formulatore sono soprattutto sostanze ricche di antiossidanti, come calendula, carota, aloe, pomodoro e cardo mariano.



Prodotti Doposole

L'esposizione prolungata alle radiazioni solari può causare disidratazione e desquamazione della cute. Per ripristinare le condizioni fisiologiche ottimali e ripristinare la barriera idro-lipidica cutanea, è consigliato l'utilizzo di prodotti doposole. La funzionalità primaria richiesta a questa tipologia di prodotti è quella idratante, spesso combinata ad effetti rinfrescanti, lenitivi e decongestionanti. Alcuni prodotti possono contenere acceleratori o prolungatori di abbronzatura , oppure sostanze ad attività insetto-repellente.



Occhio al PAO

Una delle domande più frequenti che ci ponete in Farmacia è: “Posso utilizzare il solare che ho acquistato l’anno scorso?”. Per conoscere il periodo di validità del vostro solare è necessario osservare bene la confezione per trovare il disegno di una scatola aperta con un numero e una M accanto. Quello è il PAO (Period After Opening): il numero corrisponde ai mesi dall’apertura. Di solito la durata delle creme solari è di 12 mesi.

Il PAO indica il perido di validità del solare dopo l'apertura

Questo vuol dire che dopo un anno la vostra crema non sarà più adatta all’uso, sarà meglio evitare di incorrere in irritazioni sicuramente indesiderate e comprare un nuovo prodotto. Passati i 12 mesi infatti non viene più garantita l’efficacia schermante del prodotto, anche perchè tendenzialmente la confezione viene esposta al sole e quindi risente dell’effetto della temperatura ed il contatto con l’aria, la sabbia e le mani possono ulteriormente alterarlo.

Speriamo che questo articolo vi sia stato utile, non rimane che augurarvi...buona tintarella! Ti ricordiamo che presso la nostra Farmacia potete trovare un vasto assortimento di creme solari, doposole, stick ed autoabbronzanti delle migliori marche: Vichy, Angstrom, Eucerin, Lierac ed Avene.

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