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imenotteri: cosa fare?

Pubblicato il 27/07/2018

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API, VESPE E CALABRONI: come evitare di essere punti e cosa fare in caso di puntura

GLI IMENOTTERI
Gli imenotteri sono un ordine di insetti che comprende circa 120.000 specie diffuse in tutto il mondo. Il nome si riferisce alle ali membranose, e deriva dal greco antico ὑμήν (hymèn, "membrana") e πτερόν (pteròn, "ala"). Tra i più diffusi nei nostri territori troviamo api, bombi, vespe e calabroni.

LE REAZIONI IN CASO DI PUNTURA

Le punture degli imenotteri possono provocare un leggero gonfiore nella zona dell’iniezione, dovuto alle sostanza tossiche inoculate dall’animale, che si risolve in poche ore e che deve essere considerata una reazione normale. Se compare un arrossamento e/o gonfiore nella zona interessata, fino ad un diametro di 10 cm, si tratta di una reazione allergica locale che persisterà per circa 24 ore oppure di una reazione locale estesa (oltre 10 cm di diametro) che persisterà fino a un massimo di 7 giorni. Potrebbero però insorgere reazioni allergiche generali immediate(da pochi minuti fino a due ore dopo la puntura) accompagnate dai seguenti sintomi:

  • orticaria
  • vertigini
  • difficoltà di respiro

Molto raramente possono insorgere delle reazioni allergiche gravi che portano alla perdita di coscienza e allo shock anafilattico.

SOGGETTI A RISCHIO

I soggetti a rischio sono le persone che, per professione, vivono a stretto contatto con gli imenotteri ovvero: gli apicoltori, i vigili del fuoco, i giradinieri, gli agricoltori e tutti coloro i quali sono già stati punti da un imenottero e hanno sviluppato una reazione allergica.

PERIODO A RISCHIO

Dalla primavera all’autunno nei nostri climi temperati, essere punti da un imenottero non è un evento raro. La puntura causa una sintomatologia variabile per gravità da soggetto a soggetto. Può innescare solo una reazione locale moderata oppure, in soggetti allergici, reazioni più gravi fino a provocare uno shock anafilattico.

CONSIGLI PER EVITARE DI ESSERE PUNTI

Durante l’attività sportiva, le escursioni, i picnic o il lavoro all’aria aperta (giardinaggio, apicoltura ecc) è bene osservare le seguenti attenzioni:

  • evitare di indossare abiti larghi, di colore scuro, sgargiante o con motivi floreali
  • evitare di usare profumi, lacca per capelli o creme
  • non bere direttamente da lattine aperte
  • non lasciare cibi o bevande scoperti
  • sigillare i rifiuti
  • non viaggiare in automobile con i finestrini aperti
  • in caso di contatto con api, vespe o calabroni restare calmi e, se possibile, immobili
  • usare cautela quando si lavora all’aperto, in soffitta o sui cornicioni dei tetti
  • applicare le zanzariere alle finestre di casa
  • far bonificare da personale esperto eventuali nidi nei pressi della propria abitazione
  • non usare mai gli insetticidi per zanzare o altri insetti poichè la loro azione è lenta e di solito le api, le vespe o i calabroni fanno in tempo a pungere chiunque si trovi nelle vicinanza prima di morire.

COSA FARE IN CASO DI PUNTURA

Dopo la puntura dell’insetto è bene rimuovere immediatamente il pungiglione, se questo è rimasto conficcato nella cute (in caso di puntura d’ape) evitando di stringerlo tra le dita perchè il sacco velenifero attaccato allo stesso potrebbe continuare ad iniettare altro veleno. Utilizzare invece una limetta , un’unghia o qualsiasi altro arnese ci consenta di estrarre il pungiglione dal basso. Applicare sempre in sede di puntura del ghiaccio.

Tutte le persone che dopo essere state punte da un’ape, una vespa o un calabrone, in pochi minuti accusano uno o più dei seguenti sintomi: orticaria, vertigini difficoltà di respiro devono chiamare il 112. Nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi, è bene che le persone siano distese e , se incoscienti ma che respirano, devono essere messe in posizione laterale di sicurezza.

La terapia d’emergenza, nei soggetti allergici già punti in precedenza e che hanno sviluppato una reazione allergica grave, è l’adrenalina contenuta nell’apposito autoiniettore, che si raccomanda di portare sempre con se - chi è allergico lo sa!- e che deve essere rapidamente iniettata dopo aver rimosso il tappo protettivo ed aver mantenuto una pressione moderata per 10 secondi sulla parte anetrolaterale della coscia per garantire l’iniezione del farmaco. Chiamare contemporaneamente o subito dopo il112 o recarsi al più vicino pronto soccorso porando con sè il dispositivo utilizzato.

  Testi tratti dalla brochure realizzata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia